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Multiswitch

Completa trasparenza

Grazie all'impiego dei multiswitch è possibile realizzare un impianto di distribuzione dei segnali Tv satellite, completamente trasparente.

Con la definizione “trasparente” ci si riferisce a tutto ciò che dall'antenna viene trasferito senza limitazioni agli utenti collegati all’impianto.

Ciò non è cosa da poco se si confrontano gli altri sistemi collettivi per la Tv satellite. Questi, infatti, soffrono di limitazioni sotto questo aspetto e impongono una scelta dei programmi da distribuire perché non posso no essere tutti convogliati così come avviene attraverso i multiswitch. Per chiarire meglio questo aspetto facciamo un esempio. Installando un impianto con multiswitch tutti i ricevitori collegati all'impianto condividono sia la stessa antenna sia la totalità dei segnali ricevuti.

Ciò vuole dire che tutti i canali provenienti dal satellite su cui è puntata l'antenna, vengono trasferiti a ogni utente senza la necessità di alcun aggiornamento o modifica, qualora vengano attivati nuovi canali sullo stesso satellite.

Con tutti gli altri sistemi collettivi, invece, i canali da distribuire devono essere scelti tra quelli disponibili in numero limitato, per cui quelli nuovi richiedono operazioni di aggiornamento ed eventuali modifiche al centralino.

Commutazione dei multiswitch

 

 Un multiswitch contiene un complesso circuito che si può assimilare a una matrice. La matrice ha più ingressi e più uscite. Ogni uscita si mette in comunicazione con uno degli ingressi quando il ricevitore invia un preciso comando al multiswitch. Tale comando può essere una tensione, 13 o 18 volt, oppure un tono da 22 kHz. I ricevitori più recenti generano anche il nuovo segnale di controllo DISEqC con il quale si può aumentare il numero di commutazioni possibili e quindi il numero di satelliti che si possono ricevere. Allo scopo sono disponibili in commercio speciali multiswitch DISEqC. Facciamo un esempio: lutente A vuole ricevere un canale in banda bassa con polarizzazione verticale per cui il suo ricevitore deve generare solamente una tensione di 13 volt; l’utente B vuole ricevere un canale in banda alta in polarizzazione orizzontale, il suo ricevitore dovrà generare una tensione di 18 volt e contemporaneamente un tono a 22 kHz.

Su ogni uscita e quindi verso ogni utente si potranno quindi smistare tutti i programmi ricevibili da un satellite semplicemente commutando i quattro ingressi disponibili con appropriati segnali di controllo. Nella figura è evidenziato lo schema funzionale di un multiswitch a quattro ingressi e quattro uscite. 

Tre diversi schemi di distribuzione

Descriviamo ora gli schemi di impianto realizzabili analizzando le modalità di collegamento dei multiswitch.

Si possono classificare ben tre modalità che si differenziano per la configurazione dello schema di distribuzione che può essere: “radiale”, “in derivazione”, “in derivazione estesa”. Lo schema radiale impiega un solo centralino al quale sono collegati tutti i ricevitori di utente. Lo schema in derivazione si sviluppa lungo la verticale dell'edificio e impiega una linea di discesa a più cavi dai quali vengono derivati i singoli cavi di ogni utente.

La derivazione estesa utilizza anch'essa una linea di discesa a più cavi ma impiega anche un multiswitch presso ogni utente.

 

Distribuzione radiale

  Nella rete di distribuzione a sviluppo radiale, ogni presa di utente viene collegata direttamente, con un cavo indipendente, al centralino di commutazione multiswitch. Questo centralino ha il compito di smistare i vari segnali forniti dall'antenna in modo del tutto indipendente verso le prese Tv degli utenti. Questi ultimi possono scegliere il programma Tv di loro interesse indipendentemente dalle scelte degli altri utenti. Alla testa dell'impianto è presente, quindi, un centralino multiswitch che, nella sua forma più semplice, dispone di quattro ingressi e di quattro o più uscite. I multiswitch in commercio possono avere da due a otto ingressi e 2 - 6 - 8 - 12 - 16 uscite secondo i vari modelli. Si possono combinare tra loro più multiswitch per ottenere un incremento del numero di uscite e quindi del numero di utenti serviti ma non è possibile incrementare il numero degli ingressi in quanto la loro gestione è strettamente legata alle caratteristiche dei segnali impiegati per la commutazione e quindi per la gestione dei gruppi di canali.

In poche parole il numero di ingressi commutabili dipende da quali e quanti segnali di controllo sono forniti dai ricevitori di utente collegati. Ad esempio, i ricevitori che possono generare il 22 KHz controllano multiswitch con un massimo di 4 ingressi ovvero 4 gruppi di canali. Se i ricevitori possono generare anche comandi DiSEqC si può arrivare al controllo di otto ingressi e quindi si può ottenere la ricezione collettiva di due satelliti.

Vantaggi:

  • Ogni utente ottiene la completa ricezione di tutti canali attivi relativi al singolo o a tutti i satelliti impiegati. Ciò permette di ottenere la ricezione delle Pay TV perché il decoder di utente, nonostante sia collegato a un' antenna comunitaria, dai punto di vista funzionale è completamente indipendente dagli altri utenti. Si ottengono di fatto le stesse prestazioni di un impianto individuale.

Svantaggi:

  • Il sistema non è adatto a grandi distribuzioni, infatti, i centralini multiswitch sono solitamente limitati come numero di uscite. Inoltre nella maggioranza dei casi si riscontra l’impossibilità di poter regolare in modo indipendente il livello di ogni uscita determinando la penalizzazione delle linee più lunghe.

 

 Distribuzione in derivazione

  La distribuzione dei segnali satellite con una rete in derivazione permette di ottenere, rispetto alla rete radiale, una maggiore estensione del numero di utenti collegabili. I componenti utilizzati sono una versione particolare di multiswitch nei quali oltre ad avere uscite per i vari utenti si hanno a disposizione anche le uscite di linea per poter collegare in cascata più multiswitch. Per chiarezza, questi tipi di commutatori si possono chiamare “multiswitch derivatori” ovvero, apparecchi in grado di ricavare da una linea passante un certo numero di derivazioni di utente. La particolarità che distingue questa tecnica di distribuzione è data dall’impiego di una linea di discesa multicavo, ovvero formata da più cavi, uno per ogni gruppo di canali distribuito. Ad ogni piano dell'edificio viene inserito un multiswitch derivatore che serve le prese di più utenti.

Ogni presa è del tutto autonoma e permette di ottenere il segnale voluto indipendentemente dalle scelte operate dagli altri utenti. Alla testa dell'impianto è presente, quindi, un amplificatore che ha il compito di recuperare le perdite della rete e nello stesso tempo di alimentare i multiswitch derivatori inseriti lungo la linea di discesa.

Sono disponibili in commercio multiswitch derivatori con due o più uscite. Ogni uscita va collegata direttamente in modo radiale a ogni presa di utente. Se le prese per ogni appartamento devono essere più di una si possono utilizzare due uscite del multiswitch. Il sistema può avere una linea di discesa costituita da quattro o otto cavi dipendentemente dal numero di satelliti che devono essere distribuiti.

Vantaggi:

  • I vantaggi sono paragonabili a quelli del multiswitch radiale in quanto ogni utente ottiene la completa ricezione di tutti canali attivi relativi al singolo o a tutti i satelliti impiegati. Disporre mi multiswitch per ogni piano consente di aumentare il numero di utenti collegabili. Inoltre si possono avere più prese di collegamento per ogni utente, ognuna delle quali con le stesse prestazioni di un impianto individuale.

Svantaggi:

  • Nonostante il sistema in derivazione possa sopportare un numero più elevato di utenti rispetto al sistema radiale, esso non è adatto a grandi impianti a causa del degrado di segnale introdotto da ogni multiswitch inserito lungo la linea. Inoltre, il numero di cavi da impiegare più essere un ostacolo alla realizzazione di questo impianto.

 

Distribuzione in derivazione estesa

  Una possibile evoluzione dell'impianto in derivazione è costituita dalla derivazione estesa. Questa configurazione sfrutta una linea di discesa multicavo ma invece di avere un multiswitch per ogni piano dell'edificio si ha un multiswitch per ogni utente. La linea di discesa viene trattata come avviene con i normali impianti per la Tv terrestre: è infatti di tipo passivo e rappresenta l’unione di più reti indipendenti che possono essere quattro o otto, a seconda del numero di satelliti da distribuire, rispettivamente uno o due. A ogni piano dell’edificio viene inserito un gruppo di derivatori passivi, un derivatore per ogni cavo di linea. Dalla derivazione si ottengono altrettanti cavi che raggiungono l'appartamento di utente nel quale è collocato un multiswitch. Da quest’ultimo parte la distribuzione nell’appartamento con uno  schema radiale. I vantaggi di questa configurazione sono derivati soprattutto da una maggiore disponibilità di prese per ogni appartamento. Inoltre, la rete completamente passiva permette di ottenere un maggiore equilibrio tra i segnali anche se l'estensione totale della rete dipende dal livello di segnale utile all'uscita del centralino. Questo dovrà infatti amplificare i segnali maggiormente rispetto ad un impianto in derivazione perché le perdite della linea sono maggiori.

Vantaggi:

  • È la naturale evoluzione dell'impianto terrestre dal quale ne eredita la semplicità e la facilità di progettazione. Ogni utente dispone di più prese di collegamento e ha la possibilità di espandere l'impianto senza toccare la linea principale. Tutti i canali ricevibili vengono distribuiti ad ogni presa senza alcun limite di numero. Le prestazioni sono paragonabili a quelle di un impianto individuale.

Svantaggi:

  • La predisposizione di più cavi per le derivazioni di ogni utente non è sempre possibile soprattutto in edifici dove è già presente l'impianto centralizzato terrestre. La linea passiva non permette grandi sviluppi dell’impianto e richiede amplificatori di testa ad elevato guadagno e ad alto livello di uscita, quindi leggermente più costosi.

 Indispensabile un LNB a quattro uscite

Ogni configurazione di impianto utilizza un’antenna parabolica di dimensioni adeguate al satellite da ricevere. Su di essa è montato un LNB universale speciale che dispone di quattro uscite. È necessario un LNB per ogni satellite da ricevere. L’LNB universale a quattro uscite è concepito per gli impianti centralizzati in quanto rende disponibili contemporaneamente tutti i canali ricevibili, suddivisi per polarizzazione e banda di appartenenza. Alla testa dell’impianto, infatti, devono essere disponibili contemporaneamente tutti i canali ricevibili affinché ogni utente possa scegliere indipendentemente il suo programma preferito.

Grazie all’LNB a quattro uscite si hanno a disposizione i canali verticali e orizzontali sia della banda alta (da 11,7 a 12,75 GHz) sia di quella bassa (da 10,7 a 11,7 GHz) per un totale di quattro gruppi di canali, questo è il motivo per cui l’LNB dispone di quattro uscite.